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Lettere ad una figlia


Un po' di scompiglio
Napoli. Un treno perso. Tre ore da riempire. Ho lasciato la valigia al deposito e sono salito verso i Quartieri. Vicoli stretti, panni stesi da un balcone all’altro come festoni senza festa, l’odore del caffè che si azzuffa con quello del fritto. Poi giù, verso il mare, verso Santa Lucia. Un vecchio se ne stava seduto sulla soglia, con una rete da pesca sulle ginocchia. Mi ha fatto cenno di accomodarmi, con quella confidenza tutta nostra per cui uno sconosciuto è solo un pare
Nicola Arnese
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Kairos & Cronos
Mi squillò il telefono. Era un amico. Mi chiese se avessi cinque minuti per un caffè. Ci vedemmo al bar all’angolo, uno di quei posti in cui entri pensando di restare poco. Eravamo in piedi al banco. C’era odore di caffè appena macinato, le tazzine che sbattevano sui piattini, la macchina che soffiava vapore alle sue spalle, mentre la luce chiara tagliava la vetrina. In quei cinque minuti mi disse che sarebbe partito. Dall’altra parte del mondo. Per sempre. Ricordo tutto di q
Nicola Arnese
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Ma cos'è la Norvegia?
La Norvegia è fatta di alte montagne e profondi fiordi. È fatta di arcipelaghi e pianure aperte, di ghiacciai e colline. È fatta di isole e scogli. È fatta di inverni bui e di notti d'estate luminose. È fatta di pane duro e salmone, di brunost e kompe. Ma la Norvegia è soprattutto persone. I norvegesi sono originari della Norvegia settentrionale, della Norvegia centrale, della Norvegia meridionale e di tutte le altre regioni. I norvegesi sono anche immigrati dall'Afghanistan,
Nicola Arnese
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Un centimetro di cielo
Ci sono uomini che trascorrono un tempo infinito dentro un centimetro di cielo. Ne ho conosciuto uno. Restaurava la volta di una chiesa sconsacrata del paese vicino; ci avrebbero fatto una sala di musica. Lavorava sdraiato su un’impalcatura, con il viso a quaranta centimetri dall’intonaco. Un pennello finissimo. Una lente. Una lampada che scaldava troppo. Conosceva quel blu come nessun altro. Sapeva che veniva da una pietra portata dall’Afghanistan, macinata e lavata sette vo
Nicola Arnese
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Donne
Anna Magnani, prima di una fotografia, disse al fotografo di non cancellarle le rughe. Ci aveva messo una vita a farsele. Rita Levi Montalcini, invece, aveva una camera da letto. L’avevano cacciata dall’università per le leggi razziali e lei trasformò quella stanza in un laboratorio. Un microscopio, qualche pinzetta da orologiaio, uova di gallina. Non poteva entrare in università. Quarant’anni dopo entrò a Stoccolma a prendere un Nobel. Maria Montessori dovette aspettare che
Nicola Arnese
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