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51/49

3 ore fa
Tempo di lettura: 1 min
Illustrazione della lettera «51/49» – Lettere a una figlia

51/49 è una cosa strana. La differenza è minima, quasi ridicola, eppure decide tutto.


Immaginiamo che chi va avanti debba avere dentro qualcosa di eccezionale. Un talento raro, una fiducia incrollabile, un tipo speciale di certezza.


Poi guardi meglio e scopri che spesso non è così. Persone normali. Con paure. Con dubbi. Con la stessa voglia, a un certo punto, di dire: basta.


La differenza arriva dopo.


Arriva quando la stanchezza si fa sentire. Quando i risultati ancora non si vedono. Quando dentro sale quella domanda onesta: «Ma chi me lo fa fare?»


Ma una parte di te, invece di fermarsi, resta ancora un po'. Senza clamore. Senza drammi. Resta, e basta.

E in quel restare c'è tutto.


Non credo sia eroismo. È più una forma di fedeltà. A un'idea. A un sogno. A te stessa.


È un passo minuscolo che nessuno nota, ma che sposta l'equilibrio. Il 49 diventa 51 senza nessuna fanfara.


Le probabilità non sono mai state così distanti. Vivono dentro di noi, quasi perfettamente in equilibrio, e aspettano che siamo noi a farle pendere, piano, appena appena. A nostro favore.


Alla fine, il successo non è un salto gigantesco. È semplicemente la decisione di non andarsene un momento troppo presto.


 
 

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