Zazu

Le luci si spengono.
Si sentono i canti dell’Africa. I tamburi. La musica.
Il sipario si alza.
Si scorge un becco giallo. Un pennuto, serio, preciso, un po’ impacciato.
Si chiama Zazu.
Il suo compito è uno solo: non perdere di vista Simba.
Lo segue ovunque. Anche dove non dovrebbe andare. Anche quando Simba non vuole essere seguito.
Poi Simba cresce.
Impara a ruggire.
Prende il suo posto nel mondo.
E Zazu resta lì.
Con lo stesso sguardo di sempre.
Perché prendersi cura continua anche quando l’altro non ha più bisogno.
Cambia forma.
Diventa silenzio, distanza, presenza discreta.
Diventa sapere che sta bene anche senza di te.
Diventa compagnia che non ha bisogno di essere vicina per esserci.
Ma dentro, per chi ha portato qualcuno per mano attraverso ogni cosa, resta sempre il cucciolo che correva davanti troppo veloce.
Quella sera, nella sala buia, ti guardavo ridere. Sei diventata grande.
Ti ho preso la mano.
Mi hai sorriso.


