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Quella linea sottile

6 giorni fa
Tempo di lettura: 1 min
Illustrazione della lettera «Quella linea sottile» di Letters to a Daughter

Le porte si chiudono con un suono secco. Il peso dell’aria si fa forte, il tempo più lento.


Ma quel luogo non è distante da noi come pensiamo. È solo un passo più in là.


Non esiste una linea chiara tra chi è fuori e chi è dentro.


Non è una storia di buoni e cattivi; è una trama sottile di incontri, ferite, assenze.


Un genitore che non ha saputo restare. Un amico che ha guidato altrove. Una parola mancata nel momento in cui serviva di più.


O, semplicemente, la vita che ti crolla addosso senza preavviso.


Noi ci chiamiamo fortunati.


E forse lo siamo.


Perché qualcuno ci ha guardato con fiducia, perché una mano ci ha trattenuto un istante prima di cadere, perché abbiamo avuto una seconda possibilità.


La libertà è una responsabilità, non solo una porta aperta.


E a volte, puoi essere tu quella parola che salva.


Quella telefonata che interrompe il buio. O quel silenzio che ascolta senza giudicare.


Perché è in questi attimi che i destini cambiano rotta.


Senza alcun rumore.

 
 

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