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Prima di iniziare

12 ott
Tempo di lettura: 1 min
Illustrazione della lettera «Prima di iniziare» di Letters to a Daughter

Ti tenevo per mano in una sala silenziosa. La luce entrava di taglio e le nostre ombre ci seguivano sul pavimento. Ci siamo fermati davanti a una tela grande, di quelle che riempiono un muro intero. Siamo rimasti lì per un po’. Non era di un pittore famoso. Ma era piena di colori.


Mi hai chiesto perché un signore aveva messo tutto quei colori così in maniera disordinata.


Ricordo di essermi inventato qualcosa. La risposta vera non la sapevo.


Ma forse il punto è un altro.


Quando siamo davanti a un quadro, dovremmo immaginarlo come una tela bianca. Fingere di essere noi il pittore. Da dove avremmo cominciato. Con che parte. Quanto tempo ci avremmo messo. La luce, i suoni. La stanza.


Poi seguire il lavoro che ha fatto qualcun altro. Il primo segno. Il punto in cui ha cambiato idea. Quello in cui si è fermato perché era stanco. O perché no, proprio non funzionava.


Fatti conquistare dalla complessità. Dai dettagli.


Vale per i quadri. Vale anche per le persone.


Quando incontriamo qualcuno vediamo la tela finita. Il modo di parlare, di vestirsi, di tenere le spalle. Ci dimentichiamo che sotto c’è tutto il lavoro. Le mani che hanno scelto, le idee cambiate, i punti in cui si sono fermati stanchi.


Non lasciarti prendere dalla fretta di passare al prossimo quadro, alla prossima stanza.


Resta nella sala, ancora per un po’.

 
 

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