Negoziare la felicità

Che cosa vuoi, per davvero.
Facciamo finta di non saperlo. Ma lo sappiamo.
Dentro, in fondo, è già tutto chiaro. Cosa ci farebbe respirare meglio. Dove andremmo, se nessuno ci stesse a guardare.
Il punto non è trovare la risposta. La risposta ce l’abbiamo da un pezzo. Il punto è quanto ci spaventa.
Perché seguirla vuol dire far male a qualcuno. Rinunciare a qualcosa a cui tenevamo. Tornare all’inizio. Stare in piedi mentre gli altri, quelli di prima, ci guardano diventare qualcun altro.
E allora ogni giorno negoziamo un pezzetto della nostra felicità.
Cediamo un po’ di ciò che vorremmo, pur di non pagare tutto in una volta.
E ce ne rendiamo conto. Vediamo cosa stiamo facendo. E continuiamo a farlo.
Qualcosa dentro insiste, chiede di essere ascoltato. Noi rispondiamo che siamo impegnati. Più tardi. Adesso no.
Poi ci diciamo che è questione di tempi. Che il momento arriverà. Come se fosse qualcosa che ti viene portato a casa.
Non arriva.
Quel momento lo diventi tu. Il giorno in cui restare chi non sei più stanca più della paura di lasciarlo andare.


