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La scatola di cioccolatini

12 ott
Tempo di lettura: 1 min
Illustrazione della lettera «La scatola di cioccolatini» di Letters to a Daughter

La domenica, sul tavolo della nonna, c’era sempre una scatola di cioccolatini. Il coperchio di cartone spesso. La carta velina sopra, da sollevare piano per non fare rumore.


Sotto, i cioccolatini in fila, ciascuno nel suo pirottino scuro.


Nessuna legenda. Si sceglieva guardando la forma.


Noi restavamo lì, col dito sospeso.


Cercavamo indizi nelle pieghe del cioccolato. Avevamo paura del liquore, dell’amaro, del ripieno rosa che una volta ci aveva fatto storcere la bocca.


La nonna no.


Allungava la mano e prendeva. Mordeva senza guardare. A volte una piccola smorfia. A volte gli occhi chiusi un secondo.


Poi rideva, e ne prendeva un altro.


Non aveva un preferito. Il preferito era quello che le era capitato in mano.


Ci diceva, quasi scherzando, che la paura del ripieno sbagliato è quasi sempre più amara del ripieno stesso.


E comunque, aggiungeva, il cioccolato sulle dita resta lì solo il tempo di una domenica.

 
 

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