La maestra Carmela

La mia maestra aspettava i temporali.
Quando il cielo si faceva scuro, noi bambini ci stringevamo nei banchi. Avremo avuto tre, forse quattro anni.
Lei, invece, apriva la finestra.
Ci insegnava a contare.
Prima il lampo.
Poi i secondi.
Poi il tuono.
Più lunga era l’attesa, più lontano era il temporale.
Un rumore che si può misurare fa meno paura di un rumore che arriva e basta.
Crescendo incontriamo altri tuoni.
Cose che arrivano all’improvviso. Parole, perdite, cambiamenti, decisioni. Rumori che sembrano più grandi di noi, ancora prima di toccarci davvero.
La prima reazione è quella dei banchi di scuola.
Stringersi.
Chiudersi.
Aspettare che passi.
La maestra Carmela faceva un’altra cosa.
Apriva la finestra.
Anche tu avrai i tuoi temporali.
Alcuni dureranno una notte.
Altri una stagione.
Non so se avranno tutti un senso. A volte il senso arriva dopo, e a volte arriva piano.
Ma quando sentirai il tuono, prova a non chiudere subito tutto.
Respira.
Guarda il cielo.
E, quando riesci, ricordati di aprire la finestra.


