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La maestra Carmela

12 ott
Tempo di lettura: 1 min
Illustrazione della lettera «La maestra Carmela» di Letters to a Daughter

La mia maestra aspettava i temporali.


Quando il cielo si faceva scuro, noi bambini ci stringevamo nei banchi. Avremo avuto tre, forse quattro anni.


Lei, invece, apriva la finestra.


Ci insegnava a contare.


Prima il lampo.


Poi i secondi.


Poi il tuono.


Più lunga era l’attesa, più lontano era il temporale.


Un rumore che si può misurare fa meno paura di un rumore che arriva e basta.


Crescendo incontriamo altri tuoni.


Cose che arrivano all’improvviso. Parole, perdite, cambiamenti, decisioni. Rumori che sembrano più grandi di noi, ancora prima di toccarci davvero.


La prima reazione è quella dei banchi di scuola.


Stringersi.


Chiudersi.


Aspettare che passi.


La maestra Carmela faceva un’altra cosa.


Apriva la finestra.


Anche tu avrai i tuoi temporali.


Alcuni dureranno una notte.


Altri una stagione.


Non so se avranno tutti un senso. A volte il senso arriva dopo, e a volte arriva piano.


Ma quando sentirai il tuono, prova a non chiudere subito tutto.


Respira.


Guarda il cielo.


E, quando riesci, ricordati di aprire la finestra.

 
 

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