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Il volto che non vedrai mai

10 ott
Tempo di lettura: 1 min
Dipinto a olio materico di un'iride azzurra, con pennellate cobalto, turchese e oro attorno a una pupilla scura, su fondo crema

C’è un volto di te che non vedrai mai.


Lo cerchi negli specchi. Nelle fotografie. Nel riflesso di una vetrina, di sfuggita, mentre cammini.


Ma non saprai mai che aspetto hai quando dimentichi di essere guardata.


Conosci ogni dettaglio del tuo viso. Un neo. La piega di un sopracciglio.


Eppure le espressioni che più ti appartengono ti sfuggono. Come cambiano i tuoi occhi quando sei felice? Come sorridi a qualcuno che ti è mancato? Che faccia fai mentre ascolti una persona che ami?


Siamo cento volti. O forse mille.


Ogni incontro rivela qualcosa di noi che prima non esisteva, o che non sapevamo di avere.


Nessuno ci vede esattamente allo stesso modo. Nessuno possiede un’immagine completa di ciò che siamo, ma ci completiamo attraverso gli occhi degli altri.


È una forma di mistero che ci accompagna per tutta la vita. E allo stesso tempo è affascinante.


Pensiamo di conoscerci guardandoci dentro, interrogando i nostri pensieri, cercando risposte. Ma una parte di noi esiste soltanto negli incontri con gli altri. Nei gesti che facciamo senza accorgercene, nelle emozioni che lasciamo trasparire, nelle tracce che restano in chi ci circonda dopo che ce ne siamo andati.


Guardandoci attraverso gli occhi delle persone, ritroviamo una parte di noi che forse neppure sapevamo di avere.


E mi piace pensare che, da qualche parte, qualcuno custodisca un nostro sorriso, un’espressione, un modo di guardare che non abbiamo mai conosciuto.


Qualcosa di noi che continuerà a esistere nella sua memoria.


In fondo, forse, non ci apparteniamo mai del tutto.


Perché una piccola parte di noi vivrà sempre negli occhi degli altri.

 
 

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