Il silenzio è pieno di te

Torni tardi.
La chiave gira due volte. Il rumore lo conosci.
Dentro è buio, ma non del tutto. Hai lasciato la luce della cucina accesa stamattina. Una dimenticanza, mesi fa. Adesso è un’abitudine.
Il cappotto va sulla sedia. Sempre quella sedia. Nessuno ti ha mai detto di non farlo.
C’è un bicchiere nel lavandino. È il tuo. L’hai lasciato lì ieri sera. Sarà lì anche domani, se vuoi.
In bagno l’asciugamano è piegato male. L’hai piegato male tu. Va bene così.
Vai in cucina. Apri il frigo per niente. Lo richiudi. È un gesto che fai da quando vivi qui. Non sai perché.
Vai alla finestra.
Parigi è là fuori. I tetti rossi, uno sopra l’altro, fino a perdersi. Qualche comignolo. Una luce accesa, lontana. Qualcuno è sveglio. Qualcuno è sempre sveglio.
Resti lì un minuto. Forse due.
Ti siedi sul divano.
Nessuno ti aspetta sveglio. Nessuno chiede com’è andata.
Ma il silenzio qui dentro non è vuoto. È pieno di te.
Ti alzi. Vai a prendere il bicchiere dal lavandino. Lo sciacqui. Lo lasci lì di nuovo.
Spegni la luce della cucina.
Questa casa è tua.


